Cantiamo la Vita

Festival Italiano di Musica per la Vita

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Ufficio Stampa: Lorenza Mussini, Antonello Sacchi e Cesare Vaccari
La carta stampata parla sempre più di Cantiamo la Vita, ecco alcuni stralci della Rassegna Stampa.

Massimo Bernardini 
«Continua un’intuizione intelligente del movimento per la vita. Coinvolgere i giovani - e ce n’erano tanti sabato sera - sull’idea di un laicissimo concorso di nuove canzoni… Un’iniziativa e una serata che deve andare avanti, una piccola Sanremo del bene che regala emozioni sincere».

Il Corriere della sera 
«Sul palco Davide Van de Sfroos, Daniele Stefani, una delle voci emergenti della nostra musica leggera, Dolcenera, la trionfatrice di “Sanremo giovani” 2003. Il gruppo corale Chorus Band propone musiche strumentali, ma usando solo le nude voci dei coristi. Una nota di comicità anticonformistica è invece offerta da Carlo Pastori, la fisarmonica di Zelig. Presentano la serata Luisa Moscato e Tamara Donà, uno dei volti più noti delle trasmissioni per i giovani di Mediaset».

Massimo Iondini
«Chissà perché certi eventi danno energia ed altri no. Eppure gli ingredienti sono gli stessi: dieci canzoni più o meno belle e originali, interpreti più o meno dotati, due vallette che appagano la vista, un bravo presentatore e le luci della ribalta. Ma se “Cantiamo la vita”, ancora una volta, ci è sembrato diverso da qualsiasi altro simil-San Remo (e ne abbiamo visti!), non si può evitare di chiedersi il perché. Diverso è lo spirito, diverso lo scopo che anima questa manifestazione che utilizza lo stesso linguaggio di analoghi eventi, ma ha la capacità di comunicare altro. Al centro c’è la sacralità della vita, la sua unicità».

Matteo Ranzini (Il Ticino)
«Otto concorrenti hanno cantato questo valore immenso… Di particolare impatto emotivo il brano ‘Mai più la guerra’ cantato per la prima volta in pubblico da Cecilia Gasdia; le parole di Giovanni Paolo II, i suoi messaggi di vita, sono risuonati in un teatro attento e partecipe. Momenti di commozione profonda si sono vissuti con il ricordo da parte di Gianni Mussini del compianto dott. Giancarlo Bertolotti; i pavesi si sono alzati in piedi e hanno tributato un lungo applauso al ginecologo scomparso di recente».

Paolo Perazzolo (Famiglia cristiana)
«Dieci giovani provenienti da tutta Italia, da soli o con il loro gruppo, si sono dati battaglia cercando di dimostrare di saper fare musica di buona qualità e testi non banali… A dare brillantezza alla manifestazione do Pavia ci ha pensato il presentatore, Ettore Andenna, chiamato a condurre anche la “Sanremo cristiana”. Ma è stata molto apprezzata anche la presenza di alcuni “big” della nostra musica. Mariella Nava, gatto Panceri e Paolo Vallesi hanno regalato al pubblico un’inaspettata “chicca”, cantando a tre voci Emozioni di Lucio Battisti».

Paolo Manzo (Vita no profit)
«Ospiti esplosivi per un Cantavita fedele alla consegna di “dare voce all’invisibile che vive”, come non si stanca di ripetere il patron della manifestazione, il vulcanico Gianni Mussini: “Noi, anche attraverso la musica, cerchiamo di renderlo un po’ più visibile, dando voce a chi non può cantare: i bambini concepiti”».

Andrea Pedrinelli (Avvenire) 
«Cantare la vita oggi è una sfida di democrazia: così gli organizzatori presentano l’edizione numero sedici di Cantiamo la vita, sabato sera al Teatro Fraschini di Pavia, con al centro della riflessione “la libertà di non abortire, un bambino è un valore”. Il premio Pavia città della vita sarà assegnato infatti alla memoria di Don Zeno Saltini, fondatore della comunità di Nomadelfia.

Radio Italia
«Nel corso della serata, promossa dal «Movimento per la vita», verrà anche assegnato il premio “Pavia città della vita” al regista Pupi Avati. Il riconoscimento, promosso dal Comune di Pavia con il locale Centro di aiuto alla vita, viene offerto dal Comitato Madonna di Piazza Grande e consiste in una medaglia dello scultore Grilli riproducente la Madonna simbolo di Pavia».

Ilaria Bellesini (Avvenire Vita)
«L’atmosfera di festa e di allegria, che è sfociata in un vero e proprio delirio tra le più giovani, al momento dell’esibizione di Paolo Meneguzzi, ha contribuito a enfatizzare il motivo profondo della manifestazione: il rispetto per la vita dal concepimento fino al suo termine naturale».

Anna Ghezzi (La Provincia pavese)
«Giovani che con la loro musica e le loro parole sostengono la difesa della vita e della dignità umana nella cultura, nella società e negli affetti… e vedranno realizzato il loro sogno di far uscire le loro canzoni in cd o musicassetta»

Pierachille Dolfini (Avvenire)
«Una serata di spettacolo e di riflessione, una commistione tra artisti di fama internazionale e di cantanti al loro esordio… E la seconda parte della serata si è aperta con un’altra iniezione di coraggio, quello di Cristina e Giuseppe Clini, la coppia pavese salita, qualche tempo fa, alla ribalta della cronaca nazionale. “Desideravamo un terzo figlio e il Signore ce lo ha concesso subito – hanno raccontato -. Alla seconda ecografia ci è stata data la notizia che nostro figlio era anencefalo. Ci è stato proposto l’aborto terapeutico, ma abbiamo rifiutato. Il nostro bimbo è nato. Siamo riusciti a battezzarlo prima che tornasse tra le braccia del Signore”. Un’esperienza raccontata con una sconvolgente serenità. E gioia di vivere l’ha trasmessa al numerosissimo pubblico, in finale di serata, anche Alexia, la cantante italiana diventata famosa grazie ai suoi trascinanti brani dance in inglese, che ha accettato volentieri l’invito degli organizzatori».

Il Giorno 
«La manifestazione, promossa dal Movimento per la vita e giunta ormai alla sua ottava edizione, ha via via acquistato una sua piccola ma solida fama di “Sanremo del bene”. Una Sanremo inventata dai giovani per i giovani, e che vuole parlare un linguaggio non retorico o declamatorio, ma felice, propositivo, evangelicamente anticonformistico. Perchè il messaggio pro vita è la gioia che rimane dopo che le parole se ne sono andate: se le parole fanno troppo chiasso o sono troppo scontate, se ne volano via senza lasciare traccia».

Elisa Chiari (Famiglia cristiana)
«“Il cerchio della vita” e “Il bello della vita”, due brani cui Ivana Spagna deve parte della fama, colonna sonora della versione italiana del Re Leone il primo, inno dei Campionati mondiali di calcio 1998 il secondo. Due testi che bastano da soli a giustificare la presenza di Ivana Spagna all’edizione 2001 di Cantiamo la vita… Nello slogan Cantiamo la vita e nel suo messaggio Spagna si riconosce. ‘Mi piace molto’, spiega, ‘l’occasione di incontrare giovani che fanno musica: vorrei dire loro di crederci sempre, nella musica e nella vita, di non arrendersi mai, anche quando tutto sembra troppo complicato’.

“L’essenziale è invisibile agli occhi”
(Antoine de Saint-Exupéry)