Di livello assoluto anche gli ospiti, che ogni anno danno lustro alla manifestazione
e promuovono il valore della vita.

Tra di essi, per citarne solo alcuni, i cantanti

Alexia, Ron, Nek, Claudio Chieffo, Paola Folli, Adriana Ruocco, Gatto Panceri, Mariella Nava, Paolo Vallesi, Ivana Spagna, Davide Van De Sfroos, Dolcenera, Daniele Stefani, Chorus Band, Ladri di Carrozzelle, Paolo Meneguzzi, Manuel Auteri, oltre a testimonial come Don Mazzi, Don Benzi, Lucia Barocchi, Maria Pia Manzini,
i ragazzi di Nomadelfia.

 

Ospiti

LETTERA DI UN FEDELISSIMO DEL CANTIAMO LA VITA
«Cari amici organizzatori, Ho partecipato a 6 edizioni di Cantiamo la vita e già due volte sono riuscito a entrare in finale. Mi sembra in assoluto il più bel concorso canoro, come rapporto umano, come attenzione ai dettagli, attenzione ai testi, che sono sempre portatori di un grande significato pro vita. La cornice, pubblico e teatro, è poi bellissima. Grazie di cuore. Intendo naturalmente partecipare anche all’edizione 2006». Giuseppe Gasparini

ETTORE ANDENNA
«Per la mia collaborazione con il Movimento per la Vita, ormai mi chiamano "la voce della vita". In effetti, con cinque figli, sono il presentatore più prolifico d’Italia: difficile essere più innamorati della vita di me».

CLAUDIO CHIEFFO
«Partecipo da tanti anni agli incontri del Movimento per la Vita e sono fiero di intervenire al "Cantiamo la vita", perchè mi riporta alla memoria il motivo fondamentale per cui canto: il desiderio di verità e non di fama o di successo».

DON ANTONIO MAZZI
«Che si riesca, attraverso la musica, a far passare concetti così importanti, così belli, riabilita la musica, riavvicina la musica al mondo giovanile e soprattutto riconcilia la musica con i grandi temi».

DON ORESTE BENZI
«Nel mare immenso della vita che soffre bisogna prima di tutto salvare coloro che incominciano a vivere. Salvando il bambino, si salva la madre. Quando la vita viene soppressa, la madre rimarrà ferita per sempre e il bimbo vedrà interrotto il suo cammino».

ADRIANA RUOCCO
«La mia canzone "Ti prego, ti prego, ti prego" è come la richiesta di un figlio, nel grembo della madre, di fargli continuare quella vita già donata».

PAOLA FOLLI
«Io adoro i bambini in modo incredibile: quindi, qualsiasi iniziativa difenda i bambini è davvero meritevole».

MARIELLA NAVA
«Mi ha telefonato Gatto Panceri per dirmi che questa è una manifestazione talmente carina, si sta talmente bene, s’incontrano giovani trepidanti... E’ un momento di gioia bello da vivere: "Che fai?", "Vengo".
Qui stasera abbiamo cantato la vita e la vita ha varie fasi. Sono rimasta colpita dalla lettera del Papa agli anziani, una lettera da brivido, bellissima».

LUCA VIRAGO
«Quella della vita è una causa giusta; e per me giusta ancora di più in questi ultimi tempi: ho una bambina, Eleonora, di un anno e mezzo, e quando penso che ci sono persone che buttano via delle creature, mi vengono i brividi... Forse prima potevo pensarlo, ora non più».

LUISA MOSCATO
«Attraverso la musica si possono comunicare emozioni, sentimenti ma anche concetti importanti; quello musicale è senza dubbio un linguaggio universale che i giovani recepiscono più facilmente e può contribuire certamente a sensibilizzare le coscienze al rispetto per il valore più grande: il dono della vita».

CRISTINA E GIUSEPPE CLINI
«Desideravamo un terzo figlio e il Signore ce lo ha concesso subito. Alla seconda ecografia ci è stata data la notizia che nostro figlio era anencefalo. Ci è stato proposto l’aborto terapeutico, ma abbiamo rifiutato. Il nostro bimbo è nato. Poco dopo il Signore lo ha voluto prendere tra le sue braccia».

LUCIA BAROCCHI
«Ho sempre conservato nel cuore le parole di un filosofo dissidente: ‘Vale sempre la pena di vivere quando si ha un ideale per cui vale la pena di morire’. Ho capito che bisognava, per aver voglia di vivere, che io ci mettessi qualche ideale dentro. Basta fare un forellino nel nostro interno, come in una piccola barca, ed ecco un ideale entra, e poi subito un altro e poi un mare di ideali. Quando ero sposata da qualche anno, non riuscivo ad avere figli. Si parlava con mio marito se adottare un figlio, e ho deciso di mettere nella vita questo ideale: voglio essere mamma di altri bambini. Facciamo i genitori un po’ di più».

PUPI AVATI
«Non dobbiamo aver paura di nessuno nei riguardi di questa battaglia perchè è una battaglia assolutamente sacrosanta e assolutamente legittima. Se ci rompono le scatole dalla mattina alla sera per farci vedere come nascono i fenicotteri o come nasce la patata americana, perchè non dobbiamo far vedere come nasce un essere umano, un nostro simile?
... Io ho avuto sempre il sospetto di essere nato nove mesi prima, al punto che ho fatto una ricerca molto approfondita e anche un po’ imbarazzante nei riguardi di mia madre e di mio padre chiedendo loro esattamente quando, dove, come mi hanno fatto. L’ho scoperto: sono stato concepito la sera del 3 febbraio del 1938 in una camera del II piano dell’hotel Pax Helvetiae in via IV novembre a Roma. I miei genitori erano in viaggio di nozze. Si erano sposati quella mattina nella chiesa di San Giuseppe dei Cappuccini a Bologna. Vennero a Roma, poi mi fecero.
Andarono a cercare di vedere il duce. Non lo videro, pioveva, il duce non si affacciò. Andarono a Napoli, pioveva. Andarono a Venezia. Ma io ero già con loro».

MARIO MARELLI (Chorus Band)
«Alle volte una causa buona perde valore quando è condotta con mezzi e metodi sbagliati o forzati; ho invece constatato che un tema così importante dal punto di vista etico ed esistenziale è stato trattato con mezzi e metodi con effetto di grande "valore aggiunto". Non parlo solo dello spettacolo, di ottima conduzione, ma anche del messaggio che correva "spontaneo" nel reciproco relazionarsi sia degli attori che dei promotori e tra questi ed il pubblico. Sono perciò sicuro che ognuno sia uscito un po' più ricco grazie ad una promozione ideale ed artistica affidata ad una gioiosa fiducia in un'esistenza comunque da apprezzare e da vivere col sole che non mancherà mai».

LUISA MOSCATO
Sono mamma di due bambini e posso dire che la maternità è il miracolo più bello, più grande, il dono più bello che il Signore abbia dato a noi donne. Pertanto, sono veramente felice di essere qui e testimoniare con la mia professione ma anche con la mia natura di mamma per il Movimento per la vita. Quello che apprezzo tantissimo degli amici del Movimento per la vita è il loro operare attivamente sul campo. Non si limitano a parlare, ma sostengono davvero attivamente tutte le persone che sono in difficoltà».

CARLO PASTORI
«Devo dire che sono un vero "azionista" del Movimento per la vita in quanto ho ben quattro figli, tutti da mantenere facendo ridere gli altri. Credo manifestazioni come Cantiamo la vita raggiungano il loro scopo se anche solo una persona - tra il pubblico - potesse cambiare idea in senso pro vita. Bisogna rivolgersi soprattutto ai lontani, coinvolgere i giovani, incontrarli anche nei luoghi che frequentano di preferenza: dai pub alle discoteche. Naturalmente sono disposto a collaborare per aiutarvi a diffondere il messaggio pro vita».

DAVIDE VAN DE SFROOS
«Questa sera sono malmesso, ho una brutta sciatica, non è il massimo: ma visto quello che è in ballo, sono venuto lo stesso. Quando arriva un bambino tu dici: come è possibile che tutto questo la si crei con una cosa chiamata Amore, che molti dicono "be’, basta un rapporto". É vero, però se la vuoi creare e vuoi farla diventare qualcosa che cresce nell’Amore lo devi creare con l’Amore.
Il piccolo è il custode momentaneo, il custode assolutamente libero di quello che tu stesso stai facendo. Tu hai il dovere di far crescere il piccolo nel modo più giusto. Attenzione al piccolo perchè il piccolo è il grande di domani, ma questo lo san tutti: se non hai un mattone, la casa come la fai? Il mattone è piccolo... L’attenzione al piccolo è un comandamento, non una riflessione teorica.
L’idea che c’è qualcosa che io non posso vedere, che non posso ancora percepire, mi dà una grande speranza. E io non posso non credere a quello che non vedo, a differenza di San Tommaso e di altri».

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