Cantiamo la Vita

Festival Italiano di Musica per la Vita

ospiti

Il palco del Cantiamo la Vita ha visto grandi ospiti in questo decennio.
Ecco come hanno vissuto il Festival e che cosa hanno desiderato comunicare con la loro musica.

ANGELO BRANDUARDI

La musica è la forza più potente che si pone contro le paure, i fantasmi e contro il più grande dei fantasmi che è la morte. Se la musica aiuta a superare la paura della morte, la musica è per la vita

ALEXIA

Come è successo ad altri grandi ospiti (come Ron, Nek, Povia…), Cantiamo la vita ha portato fortuna ad Alexia. Un paio di anni dopo avere conquistato il pubblico del Fraschini con uno strepitoso concerto, ha vinto infatti il il Festival di Sanremo. Ma c’è un altro motivo che rende gradito il suo ritorno: Alexia, dopo essersi sposata con il suo Andrea (per la cronaca nipote di Giorgio Armani), ha dato alla luce proprio quest’anno Maria Vittoria, che vale più di tutti i festival di Sanremo di questo mondo. Ricordiamo le parole pronunciate da Alexia per noi il 2 dicembre 2000: «Canto per il Movimento per la Vita per difendere i diritti dei bambini… Tutti dovremmo cercare di conservare e tutelare al meglio delle nostre possibilità questo fatto unico e incredibile che si chiama vita… La musica aiuta: è come quando da piccola, per farmi mangiare la torta alle verdure, i miei genitori inventavano qualche favola». Da allora Alexia, come donna, non è cambiata. Come artista, ha approfondito le ragioni del suo canto, tentando soluzioni più innovative e mature. Così, la cantante di brani orecchiabili e leggeri, come Happy e Ti amo, ti amo, non ha esitato a tentare l’esperienza soul con A modo mio, cimentandosi con la cosiddetta black music come pochissimi in Italia potrebbero fare. La sua voce piena e intensa, che va dritta al cuore, colpisce anche nell’ultimissimo album, Du du du, uscito nel luglio di quest’anno.

NEK

Inutile dire che sono contento di essere qui. Mi fa sempre piacere incontrare gli amici del Movimento per la Vita, perché è da quando ho fatto Sanremo la prima volta, con la canzone “In te”, che seguo questo movimento.

PAOLO MENEGUZZI

È un’occasione bellissima: sono contento che la mia musica venga considerata una musica pulita. Amo la musica che comunica dei messaggi positivi e che può aiutare qualcuno a vedere la vita in modo diverso, più bello; perciò per me è un onore essere qui.

Ai ragazzi desidero dare un messaggio di vita, un messaggio d’amore. Cercate di non buttare via le vite, cercate di far vivere… La vita è un grandissimo dono: è un regalo bellissimo aprire gli occhi, svegliarsi e vedere il mondo… Io sono stato un ragazzo molto fortunato; ho realizzato tanti sogni. Auguro a tutti di realizzare almeno parte dei loro sogni. Ma se possiamo guardare un po’più in là dei nostri sogni e cercare di realizzarne anche alcuni per qualcun altro secondo me è ancora più bello.

CECILIA GASDIA

Ho cantato con entusiasmo per Giovanni Paolo II, perché mi sono sempre sentita legata a lui. Il giorno che tornò, con l’elicottero, in Vaticano dopo l’attentato del 1981, fu dato un grande concerto in Sala Nervi. Avevo 21 anni e tremavo come una foglia. Quando gli baciai l’anello, non riuscivo a contenermi dalla gioia e dalla commozione. Se ne accorse e mi diede un buffetto sulla guancia. Mi è sempre rimasta quella ‘toccata’ del Papa.  L’incontro con il Movimento per la vita è avvenuto con il referendum. Mio marito medico mi ha certamente aiutato a comprendere il problema. Ho capito che mantenere la legge 40 era l’unico modo per impedire una compravendita selvaggia degli ovuli e degli spermatozoi dei donatori. Da madre, capisco il dolore di chi non può diventarlo. Ma a queste donne consiglio di pensare all’adozione: un atto d’amore immenso che dà un futuro a bimbi dimenticati 

POVIA

Sono venuto qui tra voi con lo spirito che ho vissuto alla gmg di Colonia e con tanta speranza ed entusiasmo. Dobbiamo tornare a meravigliarci delle cose; io appena mi sveglio mi dico ‘son vivo’, è già un grande miracolo tutto ciò. Per cantare la vita è sufficiente scrivere una canzone. La musica è una magia, è già vita… Ho scritto “Quando i bambini fanno oh” per ritrovare l’innocenza e la meraviglia dei piccoli. Per questo è una di quelle canzoni che suonano come un inno alla vita. Viva la vita!

ANNA TATANGELO

C’è un verso di Vasco Rossi, proprio quello di ‘Vita spericolata’, che definisce la vita ‘un brivido che vola via’: un verso stupendo, un richiamo a gustarsi la vita stessa, a non buttarsi a capofitto nei facili divertimenti, nelle illusioni di felicità, a sentire grazie alla propria sensibilità che questo valore viene prima di tutto

IVANA SPAGNA

«È la cosa più importante, la vita. Pensavo che questo fosse un concorso per giovani che vogliono intraprendere la strada della musica; ma stasera ho scoperto che dietro questo concorso c’è molto di più. Danno la possibilità a tante donne di scegliere per la vita. E io penso che la scelta per la vita sia la cosa più importante in assoluto».

DOLCENERA

«La creazione è un miracolo che non può essere descritto. La nascita di un bambino è una cosa forte che appartiene alle donne, ma non solo: è una cosa forte anche per gli uomini. E poi io sono religiosa, credo in Dio. 
Tutte le organizzazioni che aiutano le madri in difficoltà, le ragazze sole, sono tutte realtà buonissime, che devono continuare… 
Bisogna sapere che c’è un’alternativa alla morte di un bambino, c’è un’alternativa. É importante sapere di potersi appoggiare a qualcuno, trovare aiuto: ciò può portare a un nuovo stato mentale, un nuovo stile di vita, magari indesiderato, che però può portare anche molte gioie».

DANIELE STEFANI

Anche Daniele Stefani è un lieto ritorno a Cantiamo la vita, a cui ha partecipato nel 2003. Cantautore emergente, conosciuto soprattutto negli Stati Uniti e in Francia, si è proposto all’attenzione del grande pubblico dopo le sue prove eccellenti al festival di Sanremo e al Festivalbar, cantando anche all’Opera di Parigi. Di prossima pubblicazione è il suo nuovissimo album Punto di partenza. Singoli: Oltre ogni senso, Il tempo gira Daniele è convinto testimonial di Cantiamo la vita e convinto testimonial del valore vita: «Al di là del fatto, sempre positivo, di fare delle cose per gli altri, i messaggi di questa manifestazione sono molto importanti ed è importante che arrivino alla gente. Tanto più che, per proteggere il più piccolo, bisogna agire in grande: proprio la strada giusta. La Vita è un dono immenso che ci viene donato. Guai a sciuparlo»

RON

«Credo nella vita e credo che possiamo essere migliori di quello che siamo. Nelle mie canzoni vado avanti facendomi ispirare da quello che dice il cuore, che a volte va sicuramente contro quello che dice il mondo… Ho parlato di speranza, di amore, di credere in qualcosa. Se non ci crediamo noi per primi, è finita. 

Ho un pensiero sulle motivazioni per cui siamo tutti qua: questa parola così corta, ma così importante, che si chiama “vita”… Credo che il mondo abbia un rispetto così basso della vita che c’è veramente da spaventarsi: quanti cuori che battono da qualche ora vengono buttati lì in un cassonetto come fossero carta igienica: ma invece di guardare in giù, dovremmo guardare in su, in su c’è la luce. Noi guardiamo sempre sotto. Ci fidiamo di chi ci fa le carte, dei maghi, mentre abbiamo un meraviglioso Padre, che è il nostro. Per cui è il momento di dire basta a questa distruzione di noi stessi. E’ il momento di dire “viva la vita”: questa vita che il Signore ci ha dato e che stiamo distruggendo: io credo nella vita».

TAMARA DONA’

«È difficile non condividere le parole di Madre Teresa [“con l’aborto ci può essere per l’Europa solo una unità apparente e una pace apparente”], che credo siano assolutamente incontestabili. 
Credo che nella mia generazione ci sia una grande ansia del futuro… All’idea di avere un figlio quando non sai neanche cosa accadrà di te, io penso sempre: “Chissà che cosa farei”. Forse è fondamentale togliere un po’ questa paura, quest’ansia perchè sai che comunque ti puoi appoggiare a qualcuno. Il primo passo è proprio questo: muoversi realmente, non solo a parole. 
Proprio il modo che avete scelto voi del Movimento per la vita, agendo praticamente, dicendo: “ragazze non abbiate paura, noi vi aiutiamo, un modo per aiutare i vostri figli c’è e quindi dategli la vita, non abbiate paura”. In questo messaggio c’è già tutto. 
Anch’io mi auguro un giorno di poter essere anch’io testimone di questa grande cosa che è appunto la creazione, la procreazione».

GATTO PANCIERI

«Cantiamo la vita non è una delle solite manifestazioni canore: qui c’è una freschezza cristallina e funziona tutto meglio che a Sanremo. A proposito: la prima volta che sono andato a Sanremo, ho portato una canzone con un messaggio di vita molto forte (si parlava di un portatore di handicap): tutti hanno diritto alla vita… 
Sappiamo che la Nazionale cantanti (di cui faccio parte) di solito s’impegna a favore di bambini che soffrono. E quindi perchè non giocare per i bambini che devono nascere?»

PAOLO VALLESI

Avere un figlio è una cosa fantastica, difficile da descrivere. Nel caso di cantanti e artisti (con la a minuscola), si tende sempre a mettere la propria persona davanti a tutto: ecco che la nascita di un figlio ti mette una prospettiva nuova, ti fa vedere le cose in modo diverso. La cosa più belle che mi sia successa a tutt’oggi».

ETTORE ANDENNA

«Per la mia collaborazione con il Movimento per la Vita, ormai mi chiamano “la voce della vita”. In effetti, con cinque figli, sono il presentatore più prolifico d’Italia: difficile essere più innamorati della vita di me».

CLAUDIO CHIEFFO
«Partecipo da tanti anni agli incontri del Movimento per la Vita e sono fiero di intervenire al “Cantiamo la vita”, perchè mi riporta alla memoria il motivo fondamentale per cui canto: il desiderio di verità e non di fama o di successo».

DON ANTONIO MAZZI
«Che si riesca, attraverso la musica, a far passare concetti così importanti, così belli, riabilita la musica, riavvicina la musica al mondo giovanile e soprattutto riconcilia la musica con i grandi temi».

DON ORESTE BENZI
«Nel mare immenso della vita che soffre bisogna prima di tutto salvare coloro che incominciano a vivere. Salvando il bambino, si salva la madre. Quando la vita viene soppressa, la madre rimarrà ferita per sempre e il bimbo vedrà interrotto il suo cammino».

ADRIANA RUOCCO
«La mia canzone “Ti prego, ti prego, ti prego” è come la richiesta di un figlio, nel grembo della madre, di fargli continuare quella vita già donata».

PAOLA FOLLI
«Io adoro i bambini in modo incredibile: quindi, qualsiasi iniziativa difenda i bambini è davvero meritevole».

MARIELLA NAVA
«Mi ha telefonato Gatto Panceri per dirmi che questa è una manifestazione talmente carina, si sta talmente bene, s’incontrano giovani trepidanti… E’ un momento di gioia bello da vivere: “Che fai?”, “Vengo”. 
Qui stasera abbiamo cantato la vita e la vita ha varie fasi. Sono rimasta colpita dalla lettera del Papa agli anziani, una lettera da brivido, bellissima».

LUCA VIRAGO
«Quella della vita è una causa giusta; e per me giusta ancora di più in questi ultimi tempi: ho una bambina, Eleonora, di un anno e mezzo, e quando penso che ci sono persone che buttano via delle creature, mi vengono i brividi… Forse prima potevo pensarlo, ora non più».

STUDIO 3

La musica è magica e permette di comunicare le cose più belle… Il tema principale delle nostre canzoni è naturalmente l’amore. Anche per questo ci sentiamo vicini a chi, come voi, ama la vita. Siamo venuti al Fraschini perché crediamo nei vostri ideali; con la nostra musica contribuiamo a diffondere valori come quelli che propugnate

LADRI DI CARROZZELLE 

Condividiamo pienamente l’idea di agire in grande per proteggere il “piccolo”, perché solo proteggendo il piccolo gli si può insegnare ad agire in grande a sua volta. E’ sempre dal piccolo che nascono le grandi cose…

CLAUDIO MAGRIS 

La vita di un uomo è una curva ininterrotta dal momento del concepimento a quello della morte, una curva che procede verso il potenziamento per poi declinare verso il progressivo impoverimento biologico e intellettuale; una parabola che è esposta alle aggressioni delle malattie, della denutrizione, della violenza, delle carenze affettive, e non conosce soluzioni di continuità. Fra un neonato e un uomo di vent’ anni c’ è più differenza di quanto ce ne sia tra il medesimo neonato e lui stesso al settimo mese di gestazione o fra questo settimo mese e il quarto e così via.

FABIO CONCATO

Io sono per il movimento per la vita, bisogna ogni tanto fermarsi a riflettere di fronte al valore della vita. Ma non credo che chi si schiera a favore dell’aborto sia per la morte: per fortuna c’è chi cerca di far vacillare quel blocco d’acciaio che separa le due posizioni

GIANLUIGI CALDERONE 

Per me non credente il momento più bello della vita è quando ascolto la messa a Nomadelfia.

LUISA MOSCATO

«Attraverso la musica si possono comunicare emozioni, sentimenti ma anche concetti importanti; quello musicale è senza dubbio un linguaggio universale che i giovani recepiscono più facilmente e può contribuire certamente a sensibilizzare le coscienze al rispetto per il valore più grande: il dono della vita».

Sono mamma di due bambini e posso dire che la maternità è il miracolo più bello, più grande, il dono più bello che il Signore abbia dato a noi donne. Pertanto, sono veramente felice di essere qui e testimoniare con la mia professione ma anche con la mia natura di mamma per il Movimento per la vita. Quello che apprezzo tantissimo degli amici del Movimento per la vita è il loro operare attivamente sul campo. Non si limitano a parlare, ma sostengono davvero attivamente tutte le persone che sono in difficoltà»

CARLO PASTORI

«Devo dire che sono un vero “azionista” del Movimento per la vita in quanto ho ben quattro figli, tutti da mantenere facendo ridere gli altri. Credo manifestazioni come Cantiamo la vita raggiungano il loro scopo se anche solo una persona - tra il pubblico - potesse cambiare idea in senso pro vita. Bisogna rivolgersi soprattutto ai lontani, coinvolgere i giovani, incontrarli anche nei luoghi che frequentano di preferenza: dai pub alle discoteche. Naturalmente sono disposto a collaborare per aiutarvi a diffondere il messaggio pro vita».

CRISTINA E GIUSEPPE CLINI

«Desideravamo un terzo figlio e il Signore ce lo ha concesso subito. Alla seconda ecografia ci è stata data la notizia che nostro figlio era anencefalo. Ci è stato proposto l’aborto terapeutico, ma abbiamo rifiutato. Il nostro bimbo è nato. Poco dopo il Signore lo ha voluto prendere tra le sue braccia».

LUCIA BAROCCHI

«Ho sempre conservato nel cuore le parole di un filosofo dissidente: ‘Vale sempre la pena di vivere quando si ha un ideale per cui vale la pena di morire’. Ho capito che bisognava, per aver voglia di vivere, che io ci mettessi qualche ideale dentro. Basta fare un forellino nel nostro interno, come in una piccola barca, ed ecco un ideale entra, e poi subito un altro e poi un mare di ideali. Quando ero sposata da qualche anno, non riuscivo ad avere figli. Si parlava con mio marito se adottare un figlio, e ho deciso di mettere nella vita questo ideale: voglio essere mamma di altri bambini. Facciamo i genitori un po’ di più».

PUPI AVATI

«Non dobbiamo aver paura di nessuno nei riguardi di questa battaglia perchè è una battaglia assolutamente sacrosanta e assolutamente legittima. Se ci rompono le scatole dalla mattina alla sera per farci vedere come nascono i fenicotteri o come nasce la patata americana, perchè non dobbiamo far vedere come nasce un essere umano, un nostro simile? 

… Io ho avuto sempre il sospetto di essere nato nove mesi prima, al punto che ho fatto una ricerca molto approfondita e anche un po’ imbarazzante nei riguardi di mia madre e di mio padre chiedendo loro esattamente quando, dove, come mi hanno fatto. L’ho scoperto: sono stato concepito la sera del 3 febbraio del 1938 in una camera del II piano dell’hotel Pax Helvetiae in via IV novembre a Roma. I miei genitori erano in viaggio di nozze. Si erano sposati quella mattina nella chiesa di San Giuseppe dei Cappuccini a Bologna. Vennero a Roma, poi mi fecero.

Andarono a cercare di vedere il duce. Non lo videro, pioveva, il duce non si affacciò. Andarono a Napoli, pioveva. Andarono a Venezia. Ma io ero già con loro».

MARIO MARELLI (Chorus Band)

«Alle volte una causa buona perde valore quando è condotta con mezzi e metodi sbagliati o forzati; ho invece constatato che un tema così importante dal punto di vista etico ed esistenziale è stato trattato con mezzi e metodi con effetto di grande “valore aggiunto”. Non parlo solo dello spettacolo, di ottima conduzione, ma anche del messaggio che correva “spontaneo” nel reciproco relazionarsi sia degli attori che dei promotori e tra questi ed il pubblico. Sono perciò sicuro che ognuno sia uscito un po’ più ricco grazie ad una promozione ideale ed artistica affidata ad una gioiosa fiducia in un’esistenza comunque da apprezzare e da vivere col sole che non mancherà mai».

MARIO MELAZZINI

Mi amareggia vedere che si investe moltissimo, per iniziative incentrate unicamente sul diritto a morire, senza quasi mai prendere invece in considerazione le ragioni di chi, pur in condizioni clinico-fisiche, a volte anche peggiori di quelle in cui attualmente si trova Welby, sceglie comunque di continuare a vivere. Posso testimoniare che moltissimi malati che si trovano in  condizioni  peggiori delle mie, ventilati meccanicamente 24 su 24, alimentati artificialmente per via entrale, con paralisi completa, con unico movimento residuo a carico dei globi oculari, non chiedono che di poter continuare a vivere, e di poterlo fare con dignità

I RAGAZZI DI NOMADELFIA 

Neanche gli animali ammazzano i figli: li curano, gli insegnano a vivere. Lasciate che la vita si espanda. Date la vita ai figli, date la gioia ai figli. Che cominci un mondo nuovo. Questa è la vita, questo è il domani, questa è la salvezza (Dall’ultimo incontro di don Zeno di Nomadelfia con il suo popolo, a Grosseto la sera del 3 settembre 1980).

MARIA PIA MANZINI

Una volta abbiamo avuto in adozione una bambina con una storia incredibile. Al  178° giorno di gravidanza è stato dato alla mamma un referto di feto con sindrome di Down, e la mamma ha deciso per un aborto terapeutico. L’équipe medica ha scelto come manovra abortiva il parto cesareo. Pesava otto etti e piangeva: oggi è una bambina stupenda. Questa estate si è fatta una bellissima vacanza in montagna, tra marmotte e genziane, piena di vita, pur con tutti i suoi problemi. Una bambina che per noi è segno di speranza: ci sembra che sia stata voluta e pensata per noi.


DAVIDE VAN DE SFROOS

«Questa sera sono malmesso, ho una brutta sciatica, non è il massimo: ma visto quello che è in ballo, sono venuto lo stesso. Quando arriva un bambino tu dici: come è possibile che tutto questo la si crei con una cosa chiamata Amore, che molti dicono “be’, basta un rapporto”. É vero, però se la vuoi creare e vuoi farla diventare qualcosa che cresce nell’Amore lo devi creare con l’Amore. 

Il piccolo è il custode momentaneo, il custode assolutamente libero di quello che tu stesso stai facendo. Tu hai il dovere di far crescere il piccolo nel modo più giusto. Attenzione al piccolo perchè il piccolo è il grande di domani, ma questo lo san tutti: se non hai un mattone, la casa come la fai? Il mattone è piccolo… L’attenzione al piccolo è un comandamento, non una riflessione teorica. 

L’idea che c’è qualcosa che io non posso vedere, che non posso ancora percepire, mi dà una grande speranza. E io non posso non credere a quello che non vedo, a differenza di San Tommaso e di altri».